30/07/2016

Vi avevo già annunciato la giornata di oggi.

La mattina comincia con la ormai solita colazione collettiva. Prima di andare verso il centro, passo un attimo in cantiere e noto che anche oggi i muratori si sono presentati ad un’ora decente. Avranno distribuito pasticche contro l’african time?!

Vedendo che il lavoro procedeva secondo i piano, mi offro di accompagnare un ragazzo del gruppo degli italiani in centro per risolvere alcuni problemi riguardanti le sim.

Dato che dovevamo aspettare parecchio, mi concedo un’ora di shopping tra bancarelle e supermercati e colgo l’occasione per scattare alcune foto.

Diciamo che la mattinata vola via così e ritornando a Dagama noto che era sovraffollata di persone finalmente. Vi starete chiedendo il perché? Praticamente l’associazione(il gruppo di italiani) avevano invitato gli adottati a distanza a venire a ritirare il loro pacco. Appena sono arrivata la fila era impressionante: bambini e ragazzi di tutte le età, mamme consumate dalla fatica e dal sole sedute per terra con i loro bambini neonati. Prima però di andarli ad aiutare decido di passare in cantiere sperando di trovare i due direttori d’impresa, dato che mi dovevano portare del materiale per il laboratorio. Erano lì, sempre belli seduti davanti ai loro telefoni e come al solito si sono presentate a mani vuote. No comment (potete immaginare la mia reazione).

Ormai ho capito come ovviare al “nervoso post arrabbiatura”: stare con i ragazzi di Dagama. Allora entro dentro i dormitori, dato che per questa giornata a loro non è concesso uscire nel giardino grande fuori dalla scuola. Non vi dico le urla; sono sempre contentissimi di mostrarmi i loro letti, i loro quaderni, le loro cose.

Passo con loro una bella oretta: chi mi ha mostrato il suo talento artistico, chi la sua scrittura precisa, chi le verifiche con i voti, chi i dolci segreti, chi delle foto…

Arrivata l’ora di pranzo mi dileguo abilmente verso la cucina, dove trovo Mami bella sorridente che mi stava aspettando. Prende tutte le pentole, che di solito ripone dentro il cassetto sotto il forno (per non farle freddare) e fierissima me le mette sopra il piano della cucina. Come fai a non amarla.

Intanto arriva suor Paxina e nonostante non mi stia troppo simpatica, ci mettiamo a tavola insieme. Un pranzo veloce e conciso! Subito dopo vado dal gruppo che era ancora abbastanza attivo, nonostante già le 6 ore lavorative senza bere e mangiare. Vi spiego come funzionava il tutto.

C’erano 3 postazioni: la prima postazione ospitava il check in, chiamiamolo così. Ogni bambino/ragazzo dando le sue credenziali riceveva una specie di carta d’identità che poi mostrava alla seconda postazione, dove riceveva il pacco con saponi, cibo, spazzolino ecc ecc. La terza postazione era la consegna di un pacco di farina di mais da 25kg.

Vengo spedita sulla seconda postazione e per quasi tutto il pomeriggio sono rimasta li. Non vi potete immaginare quante mamme e quanti “batuffoli” c’erano. Addirittura un bambino con il gesso alla gamba; è stato tutto il giorno seduto su un marciapiede e solo due volte ha accennato un piccolo lamento, colmato da un leccalecca.

Alle 17.30 la lista era al completo e pensate, alcune madri sono rimaste li anche non essendo iscritte. Giusto con la speranza che qualcosa fosse avanzato.

E’ proprio li che ritorni con i piedi per terra. Passi un’intera giornata a donare qualcosa per ricevere un sorriso e poi sbatti contro la vera realtà in un attimo. Senza aver tempo di goderti il “bene”.

Siamo tornati alla guest house un po’ tutti provati e stanchi. Ci si rilassa tutti in giardino prima di andare a cena.

Prima di entrare in convento, vado nei dormitori, perché avevo promesso ad Elisabeth che le avrei portato del cioccolato, ma non trovandola a letto, gliela infilo sotto le lenzuola e me ne vado furtivamente, come se le avessi rubato qualcosa.

L’atmosfera della cena è molto “italiana”: grosse chiacchiere, con annessi schiamazzi, ma al tempo stesso molto piacevole.

La serata termina con una tisana al finocchio e una lettura, dopo aver fatto il resoconto della giornata.

A domani!

 

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